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Come si vive al Romitaggio

 

“E dopo che il Signore mi diede dei fratelli, nessuno mi mostrava cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del Santo Vangelo”

(Dal Testamento di san Francesco)

 

Il Romitaggio del Getsemani offre la possibilità di pregare in solitudine sull’esempio di Gesù, che nella notte del Getsemani, QUI, si trattiene tutto solo in rapporto personale con il Padre.

In questa comprensione del Luogo (“cum-prendo=prendere dentro, con sé) invitiamo, ogni pellegrino, al delicato rispetto per lasciarsi prendere per mano dal Signore che parla ancor oggi. Per questo si riesce a intuire che il Romitaggio del Getsemani è stato realizzato esclusivamente per la preghiera e non è né una meta turistica, né un alloggio per visitare la Terra Santa.

Il Romitaggio accoglie tutti: uomini e donne, presbiteri, religiosi e laici nel rispetto del cammino di ognuno.

Non c’è una cucina comune, ma ogni eremo dispone del necessario per preparare il cibo, che può essere facilmente acquistato in città. Si chiede a tutti gli ospiti di osservare un clima di raccoglimento e di preghiera (cfr la giornata tipo), evitando di accogliere o ospitare altre persone nel proprio eremo.

Per quanto possibile chiediamo agli ospiti che si rendano disponibili per qualche servizio per il mantenimento del Luogo favorendo inevitabilmente la familiarità e l’antica amicizia coltivata da Gesù con i suoi… di ieri e di sempre.

Non sono fissate tariffe per l’accoglienza al Romitaggio. All’ospite si chiede un’offerta libera che tenga conto delle spese per la manutenzione dell’ambiente.

Gli eremi disponibili sono 9. Possono essere accolti anche piccoli gruppi fino ad un massimo di 15 persone.